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Non è scritto in nessun posto, ma nel momento in cui si entra in una Milonga si ha la sensazione di essere in un luogo fuori dal tempo, in cui la cortesia, l’ambiente caldo, i suoni che sanno di antico e la gente che balla, porta alla memoria scene che sembrano un film d’altri tempi. Ognuno di noi assume il ruolo da interpretare nella scenografia della serata: il tanghero, la tanguera e lo spettatore; le scene si svolgono dentro e fuori la pista da ballo.

Il tanghero, ben vestito, generalmente di nero, è colui che invita al ballo. Tra una cortina e l’altra, lo vediamo aggirarsi a bordo pista, con aria sicura ed occhi penetranti,  a cercare la compagna che sarà la dama per le sue prossime evoluzioni.

La tanguera,  è una donna più o meno giovane, che indossa vestiti piuttosto eleganti, fini e leggeri, camicette di seta o top attillati adatti al ballo, eventualmente anche jeans e maglietta; raramente si vedono gonne lunghe e larghem, che intralciano i movimenti. Lei, seduta vicino alla pista con le sue scarpette bene in vista, attende gli sguardi dei tangheri.

Infine troviamo lo spettatore, quasi sempre seduto, tranne nei momenti in cui si avvicina al banco per gustare qualche “assaggino”.

Per completare la scena osserviamo la pista da ballo. Una moltitudine di coppie che ruotano in senso antiorario. Quello che colpisce di più vedendo la gente ballare è il carattere che identifica ogni coppia: ci sono le coppie timide, che muovono i primi passetti goffi “ stretti stretti ”  guardandosi attorno per non disturbare gli altri, altre sono più prepotenti e intralciano la linea di ballo, altre più scenografiche e che ritroviamo in genere al centro della sala… 

In pratica, nella pista identifichiamo i diversi personaggi che convivono per un tempo pari a una tanda. Dopodiché, ognuno torna al proprio posto e tutto ricomincia al termine della cortina. Ogni personaggio è consapevole di ciò che rappresenta e del ruolo che intende incarnare durante la serata.

Concludo questo piccolo articolo invitando i lettori a riflettere sul personaggio che ognuno di noi interpreta, il quale a suo modo, vive e respira le sensazioni emanate da questo bellissimo ballo.

Buon tango a tutti.

T.