Ottobre 2007


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Non è scritto in nessun posto, ma nel momento in cui si entra in una Milonga si ha la sensazione di essere in un luogo fuori dal tempo, in cui la cortesia, l’ambiente caldo, i suoni che sanno di antico e la gente che balla, porta alla memoria scene che sembrano un film d’altri tempi. Ognuno di noi assume il ruolo da interpretare nella scenografia della serata: il tanghero, la tanguera e lo spettatore; le scene si svolgono dentro e fuori la pista da ballo.

Il tanghero, ben vestito, generalmente di nero, è colui che invita al ballo. Tra una cortina e l’altra, lo vediamo aggirarsi a bordo pista, con aria sicura ed occhi penetranti,  a cercare la compagna che sarà la dama per le sue prossime evoluzioni.

La tanguera,  è una donna più o meno giovane, che indossa vestiti piuttosto eleganti, fini e leggeri, camicette di seta o top attillati adatti al ballo, eventualmente anche jeans e maglietta; raramente si vedono gonne lunghe e larghem, che intralciano i movimenti. Lei, seduta vicino alla pista con le sue scarpette bene in vista, attende gli sguardi dei tangheri.

Infine troviamo lo spettatore, quasi sempre seduto, tranne nei momenti in cui si avvicina al banco per gustare qualche “assaggino”.

Per completare la scena osserviamo la pista da ballo. Una moltitudine di coppie che ruotano in senso antiorario. Quello che colpisce di più vedendo la gente ballare è il carattere che identifica ogni coppia: ci sono le coppie timide, che muovono i primi passetti goffi “ stretti stretti ”  guardandosi attorno per non disturbare gli altri, altre sono più prepotenti e intralciano la linea di ballo, altre più scenografiche e che ritroviamo in genere al centro della sala… 

In pratica, nella pista identifichiamo i diversi personaggi che convivono per un tempo pari a una tanda. Dopodiché, ognuno torna al proprio posto e tutto ricomincia al termine della cortina. Ogni personaggio è consapevole di ciò che rappresenta e del ruolo che intende incarnare durante la serata.

Concludo questo piccolo articolo invitando i lettori a riflettere sul personaggio che ognuno di noi interpreta, il quale a suo modo, vive e respira le sensazioni emanate da questo bellissimo ballo.

Buon tango a tutti.

T.

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Buon divertimento!!! J!

T.

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Cari milongheri,
gironzolando e ballando per le milonghe, a tutti sarà capitato di trovarsi
di fronte a dei prodotti tipici argentini; entusiasmati e avvolti dai
profumi e sapori di queste terre lontane, ci tuffiamo nei mitici “Assaggini”.
Occorre saperne di più …
Cominciamo con le Empanadas!!!
Le empanadas sono dei fagottini di pasta ripieni di carne, tipici
dell’Argentina. Tradizionalmente vengono servite nelle jaranas criollas,
ovvero le feste creole, in accompagnamento alla tradizionale grigliata di
carne, l’asado.
Si ritiene che la ricetta sia derivata dagli Spagnoli che, a loro volta, la
appresero dai popoli arabi del bacino del Mediterraneo. Qui l’abitudine di
presentare carne finemente tagliata dentro un fagotto di pane é diffusissima
e da luogo a ricette quali il kebab o il pitta ghiros. In Argentina,
anticamente, si servivano per festeggiare il ritorno dei gauchos dopo un
lungo periodo trascorso nelle pampas a sorvegliare le mandrie.
Le empanadas hanno la forma di una mezzaluna e una lunghezza di circa 12-15
cm. Possono essere fritte o cotte nel forno. In quest’ultimo caso si
spennellano con uovo sbattuto per lucidarle prima di cuocerle. In ogni caso
si tende a prepararle in anticipo per poi cuocerle e consumarle al momento.
Si preparano con pasta frolla o sfoglia a seconda delle tradizioni regionali
e famigliari. Il ripieno é, solitamente, di carne di manzo tritata, cipolla
e altri ingredienti tipici come olive e uova sode, variamente ingentilite da
spezie.
Tuttavia sia la pasta sia soprattutto il ripeno variano a seconda delle
regioni, delle disponibilità e dei gusti. Nelle regioni del nordest
dell’Argentina le Empanadas presentano farina di manioca nell’impasto e
patate nel ripieno e talvolta piselli o uvette, specie nelle zone di
produzione dell’uva. Nelle zone mitigate dai fiumi, invece é frequente che
vengano aggiunte olive.
Sebbene le empanadas nella loro versione più nota siano di carne di manzo,
in molte varianti sono di carne di gallina o di pollo oppure di maiale,
lepre o gamberi, come in Patagonia.

 

Ecco a voi una ricetta tipica… (ovviamente in lingua originale!)
 

INGREDIENTES:
para la masa:
500 g Harina
60 g Mantequilla
1 Yema
1/2 cucharadita de azucar
1 cucharada aceite
125 ml leche
1 una pizca de sal
para el relleno:
250 g Carne picada de res
1 Cebolla grande picada
2 Huevos cocidos y cortados en cuartos
2 cucharadas aceitunas verdes deshuesadas
1/2 cucharadita de cominos
1/2 cucharadita de azúcar
30 g de pasas
sal
pimienta
Perejil picado
40 ml aceite
1 huevo batido para sellar
aceite para freir
 

PREPARACIÓN:
Para la masa: poner la harina en un cuenco en forma de volcán, en
el centro incorporar la mantequilla troceada, la yema de huevo, el azúcar,
el aceite y la sal e ir añadiendo poco a poco la leche, mientras se amasa.
Cuando esté homogénea, extender con un rodillo sobre una superficie
ligeramente enharinada y cortar círculos de 10 – 12 centímetros de diámetro.

Paso 2
Para el relleno: en una sartén con aceite freír la cebolla, la carne, los
cominos, el azúcar, la sal, la pimienta, el perejil y las pasas. Dejar hacer
a fuego medio hasta que la carne esté dorada y bien pasada por dentro.
Añadir un chorrito de Caldo de carne para que el relleno quede jugoso.

Paso 3
Distribuir en el centro de cada círculo de masa un poco de relleno,
un cuarto de huevo cocido y un par de aceitunas. Doblar y cerrar los bordes,
pintarlos con huevo batido. Freír en aceite abundante.

 

Chi volesse aggiungerne una in versione italiana saremo ben lieti di pubblicarla…