Milonga di Santa Crus
Crema 14 ottobre 2007
1) Che cos’è per voi il tango?
Come argentini il tango è la cosa che meglio ci rappresenta a livello
internazionale. E’ quell’espressione che riunisce il meglio della poesia e della
musica argentina, rappresentando il nostro modo di essere profondamente legato all’improvvisazione.
La storia argentina è caratterizzata dalla mancanza di stabilità e il nostro
Paese ha vissuto varie fasi, quindi per noi l’improvvisazione, anche nella vita
è una cosa normale.
Qui in Italia c’è una sicurezza che da più stabilità e rende il tango più
difficile per chi è abituato ad un modo di vita sicuro, con delle certezze, il
tango è sempre una sorpresa sia per l’uomo che per la donna: nessuno sa mai cosa succederà!
2) Che cos’è per voi l’insegnamento e che cosa volete trasmettere attraverso di esso?
Insegnare significa trasmettere la gioia che abbiamo provato noi stessi
avvicinandoci e vivendo questo ballo. Ballando e insegnando tutti i giorni la
nostra passione aumenta, e aumenta anche quella degli allievi.
3) Che suggerimento dareste a dei principianti?
Naturalmente di avere molta pazienza, soprattutto l’uomo deve averne molta, perchè per lui è più difficile. In genere chi sopravvive ad un anno di tango continua anche dopo, chi s’innamora del tango poi non l’abbandona più, perché è troppo appassionante e infinito per essere lasciato.
Nessuno lascia il tango perché si è annoiato… infatti è impossibile annoiarsi nel tango! Un altro suggerimento suggerimento che vorremmo dare è: non chiedeteci mai quando finisce il corso… perché non si finisce mai di imparare il tango! E’ una ricerca che continua per tutta la vita.
4) Potete farci un commento sui vari stili presenti nel tango?
Noi siamo aperti a tutti gli stili. Anche se noi balliamo lo stile “salon” (lo
stile degli anni ’40), apprezziamo molto alcune cose fatte negli ultimi anni,
che sono davvero belle, come ad esempio le “volcadas” etc..
L’unico elemento che ci pare indispensabile è l’abbraccio che è anche quello più difficile da mantenere negli stili nuovi. L’abbraccio è l’essenza del tango e ne resta il nucleo centrale: “un tango dove non c’è l’abbraccio non è più un
tango”! Poi è chiaro che nel tango ognuno riflette la propria fisicità, il proprio
carattere e il proprio spirito. Ci pare curioso talvolta vedere delle persone
anziane che vogliono ballare “tango nuevo “, si vede che non è il loro stile e
il risultato è bruttino. Ognuno deve ballare nello stile più vicino al proprio essere.
Vi comunichiamo anche il sito di questi Maestri, che essendo stati da noi per lo stage abbiamo avuto modo di apprezzare come Maestri e come ballerini.
www.silvinaysebastian.com